giovedì 30 ottobre 2008

dentro. non fuori.

piove. gli autobus non passano.
e io me ne sto nel mio appartamento con una tazza di latte caldo in mano.







e un po' ti penso. solo un po' però. perchè è appena iniziata.
e gli inizi sono le cose più belle. sono gli inizi che nessuno ricorda quando una cosa finisce.
perchè quando una cosa finisce non si fa altro che pensare al modo in cui è finita.
io. invece.
ti penso perchè hai iniziato a farmi delle domande che nessuno mi aveva mai fatto prima. domande intelligenti. e io ho iniziato a risponderti.
ti penso anche perchè è con te che passo tutta la notte a parlare.
e perchè è te che voglio vedere quando torno.
e perchè mi prendi in giro. ed io prendo in giro te.
sì. è questo che sto facendo. perchè non so fare altro.

adoro starmene in cucina. seduta per terra. in quella cucina così piccola. con quella finestra che dà sul caos. mi manca solo un po' il silenzio. un po' sì. mi manca.
e devo costringermi a non tralasciare più sociologia. eh già.

ti può solo andare bene.<<

sabato 18 ottobre 2008

.



tutto frenetico.
e le persone cambiano.
o almeno io.
però non così tanto.

io però. io. mi ricordo tutto.
tutto.
e stavo pensando che sarebbe bello se tu mi aspettassi alla stazione quando arrivo.

c'è pure chi educa
senza nascondere
l'assurdo che è nel mondo
aperto ad ogni sviluppo
ma cercando d'esser franco all'altro
come a sè.
sognando gli altri come ora non sono
ciascuno cresce solo se sognato.
danilo dolci

lalallala.

lunedì 6 ottobre 2008




ecco.
e voi siete questo. sì.
siete dei funghi. rossi e brutti. oh.
io invece sono una mestatrice.
e mi trasferisco anche.

.ciò dimostra soltanto-dissero-quale effetto volgare ha questo incessante correre e volare in giro. le persone beneducate rimangono sempre allo stesso posto,come noi.
(il compleanno dell'infanta)

mah. e io ho-addirittura-un solo compleanno ogni anno. chissà perchè poi.

la guerra delle pipe.

venerdì 3 ottobre 2008

e la porta è rossa.

e così io. lontana da casa. mi sono sentita a casa.

il ritorno.
e di nuovo la partenza.
i treni. e le valigie.







la psicologia dello sviluppo mi attende.
e allora allontano il ricordo del viaggio che è ormai finito.
(quello qui sopra)
e mi preparo un thè.
e ascolto loro. proprio loro due.
perchè un po' hanno ragione. secondo me.

(immagine: mia )